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INIZIATI I LAVORI DI VALORIZZAZIONE DEL CASTELLO MIRABELLO



INIZIATI I LAVORI DI VALORIZZAZIONE DEL CASTELLO MIRABELLO


A Chiusa di Pesio sono iniziati i lavori di restauro, valorizzazione e fruizione del Castello Mirabello, simbolo del paese situato sul poggio del monte Cavanero, da cui si gode una vista privilegiata sull'abitato e l'arco alpino. L’intervento, progettato dall’architetta Mariangela Borio e dall’ingegnere Fausto Mulattieri, prevede il consolidamento delle opere murarie per restituire stabilità alla struttura e l’installazione di una scala elicoidale, che ricorda quella originaria in pietra, nel torrione centrale, per consentire un punto di vista ancora più suggestivo in occasione delle visite guidate. Inoltre, è prevista la realizzazione di una piattaforma dotata di parapetto per godere dello spettacolare panorama, in sicurezza. Prima di poter dare avvio ai lavori, eseguiti dalla ditta Edilmongia con sede a Monbasiglio per un ammontare di oltre 136mila euro al netto dell'IVA e facenti parti di un accordo di programma con la Regione Piemonte, il Comune ha portato a termine le procedure necessarie per l’acquisizione dei ruderi, che poggiavano su proprietà privata, e per la costituzione della servitù di passaggio sul percorso pedonale. “Sono onorato e felice di poter dire che il cantiere abbia avuto inizio”, commenta il sindaco Claudio Baudino. “È stato un percorso impegnativo quello ci ha portati fin qui, inficiato dalla pandemia, dall’oscillazione dei costi delle materie prime e della sensibilità del sito, che ha richiesto un lavoro straordinario agli uffici. A nome mio e dell’amministrazione comunale ringrazio l’ufficio tecnico, in particolare il responsabile Marco Audisio, e il segretario Giancarlo Presta, per l’impegno profuso”.

La storia del Castello Mirabelllo


Per la sua posizione strategica, sul poggio vennero edificati due luoghi fortificati. Il primo, in epoca romana, era localizzato alle spalle dei ruderi odierni e utilizzato da una modesta guarnigione di legionari romani dislocati all'inizio della Valle Pesio per controllare la strada che, attraverso le Alpi, portava in Liguria. Probabilmente la struttura comprendeva due contrafforti, lo spiazzo per il raduno della guarnigione e il nucleo del forte a perimetrazione pentagonale. Con ogni probabilità, venne smantellata intorno al 1565 per utilizzare il pietrame nella costruzione del secondo fortilizio. Questo venne fatto edificare da Agamennone III, feudatario di Chiusa dal 1569 al 1583 e ultimo dei Marchesi di Ceva. Si componeva di tre piani, ognuno dei quali era suddiviso in due camere a ovest e in un salone a est. Vi si accedeva da una porta a nord e si saliva ai piani superiori con una scala a chiocciola con gradini in pietra conficcati nel muro dell'alta torre rotonda a nord-est; i monconi dei gradini e una tubazione in terracotta sono tuttora visibili nel torrione centrale. L'edificio dopo alcuni anni venne abbandonato dai proprietari e iniziò cosi la sua decadenza aggravata dal violento terremoto del 23 febbraio 1887 e dalla bufera del gennaio 1888. I pochi ruderi rimasti vennero in gran parte abbattuti il 16 settembre 1943 quando una colonna tedesca delle SS fece crollare il muro che univa due tronconi laterali sparando una decina di colpi di cannone per intimidire gli abitanti di Chiusa Pesio.