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GUIDA TURISTICA



CERTOSA DI PESIO

CERTOSA DI PESIO


Fondata nel 1173, la Certosa fu importante e vitale per l'Alta Valle Pesio: l'opera dei certosini, contribuì negli anni allo sviluppo dell'agricoltura e della pastorizia, alla costruzione delle principali vie di collegamento e soprattutto alla nascita di nuovi borghi e comunità quali Pradeboni, Vigna e San Bartolomeo. Fu inoltre salvaguardato l'importante patrimonio boschivo, oggi Parco Naturale del Marguareis. L'attività monastica della Certosa cessò con la nuova dominazione dell'Impero Napoleonico, il Primo Impero francese, con l'abolizione degli ordini monastici dal 31 ottobre 1802: tutti i beni del complesso furono dunque messi all'asta, con le parti d'arredo sacre non vendute che furono cedute alle vicine chiese (Cuneo, Limone Piemonte, Lurisia, Peveragno), gli antichi libri alla biblioteca civica di Cuneo e le campane d'argento al Louvre di Parigi. La Certosa conobbe una breve rinascita nel 1840, quando il complesso fu acquistato dal Cavalier Giuseppe Avena, che convertì la struttura in un conosciuto e apprezzato stabilimento idroterapico, apportando allo stabile interventi di ristrutturazione e recupero; tra i frequentatori Camillo Benso, Conte di Cavour, Massimo d'Azeglio e Maria Clotilde di Savoia. Lo stabilimento ebbe però le prime inflessioni già nei primi anni del Novecento con la nascita e l'avvento di nuovi centri sparsi in Italia, che portarono nel breve ad una nuova dismissione e abbandono della struttura. Dal 1934 la Certosa è gestita dai Padri Missionari della Consolata di Torino. Il complesso è stato più volte rimaneggiato nei secoli XVI, XVII e XIX e si compone di varie costruzioni articolate intorno al grande chiostro, tra le parti più interessanti storicamente del monastero. Aperto su un lato verso il parco e la sovrastante montagna, presenta un porticato lungo 250 metri adornato da colonnine in stile romanico, sotto cui si aprivano le celle dei monaci. Dal chiostro vi è l'accesso alla cappella del Priore, un piccolo locale con decorazioni affrescate da scene religiose e finte prospettive del XVIII secolo. All'estremità nord del complesso, vi è la chiesa dell'Assunta del XVI secolo nella quale sono presenti affreschi dei pittori Jan Claret (Scene della vita del Signore e della Vergine), di Antonio Parentano nella volta del presbiterio e stucchi decorativi sei-settecenteschi.






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