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LA VERDE VALLE

Il comune di Chiusa di Pesio, situato nell'area meridionale della provincia "Granda", a 15 chilometri da Cuneo e a 18 da Mondovì, si sviluppa per una estensione di 94 chilometri quadrati, in gran parte occupati dal bacino del torrente Pesio. Il profilo trasversale della vallata, che per una profondità di una ventina di chilometri incide il versante settentrionale delle Alpi Marittime tra le valli Ellero e Vermenagna, è quasi ovunque largo e svasato, segno evidente della sua antica origine glaciale.


La catena del Marguareis (2651)

Peculiare è l'aspetto orografico del settore alpino. L'imponente bastione di testata del Marguareis (m 2651), le cui pareti a strapiombo sono tormentate da incisioni, cenge, canaloni, diedri, si staglia nel cielo terso col quel tipico profilo dentato che la fantasia ha accostato al volto del sommo Dante, mentre le stratificazioni variegate delle sue rocce, dal grigio chiaro al giallo ed al rossastro, soprattutto se osservate al tramonto, gli hanno fatto conquistare l'appellativo di "Dolomiti del Piemonte".

La qualità della roccia non è tuttavia pari alla dolomia delle Alpi Orientali, ma un calcare friabile che si sfalda con estrema facilità, mettendo a dura prova l'abilità anche del più esperto arrampicatore.

Il versante destro della valle degrada con andamento uniforme. Ordinate lungo la linea displuviale, si susseguono le cime Cars (m 2.204), Piastra (m 1.858) e Pigna (m 1.768) sino a toccare il nodo orografico della cappella dell'Olocco. Nel tratto inferiore sono rivestite da un rigoglioso manto forestale, costituito in prevalenza da abetaie e faggete, mentre a quote più elevate si aprono ampie distese erbose.

Il versante sinistro è più elevato ed esteso: superano quota 2.000 metri numerose conformazioni rocciose come Mirauda, Costa Rossa e la Bisalta, che con la sua inconfondibile sagoma a doppia punta svetta sulla pianura cuneese. La vegetazione non raggiunge il limite altimetrico riscontrato sul versante opposto.

Idrologicamente la valle gravita attorno al corso dell'eclettico torrente Pesio, caratterizzato da vorticosi impeti primaverili e intermittenti magre estive. In primavera la sorgente sgorga con fragore da suggestive cascate alte una trentina di metri, localmente chiamate Pis, a quota 1.426 metri, che costituiscono l'affioramento dell'acqua piovana e nivale raccolta nel soprastante bacino carsico delle Carsene e filtrata nel sottosuolo attraverso un intricato reticolo ipogeo. Un ambiente suggestivo, quasi lunare, quello delle Carsene, sede d'inghiottitoi, doline, campi solcati, frequentato dagli speleologi per la presenza di pozzi assai interessanti quali l'abisso Cappa, profondo settecento metri, e l'abisso Scarason, contenente i resti di un antichissimo ghiacciaio.

Scorrendo in una profonda e suggestiva gola, il Pesio giunge al Pian delle Gorre (m 1044), ripiano morenico rinserrato tra i balzi rocciosi del Camussé e del Brusèis, cuore del Parco Naturale Alta Valle Pesio. La pendenza dell'alveo si riduce gradualmente in prossimità del villaggio turistico d'Ardua (m 930) e dell'antico monastero certosino di Santa Maria (m 850), posto a una decina di chilometri da Chiusa, dove si assiste al repentino passaggio dall'ambiente alpino alla superba fascia dei castagneti a fustaia.

Superate le frazioni alpine di San Bartolomeo (m 755), costellato da borgatelle e case sparse un tempo assai popolate, e Vigna (m 710) con la contigua Fiolera fondata dai monaci certosini, il corso perde quasi completamente il carattere vorticoso e con decorso meno tortuoso e in dolce pendenza lambisce il capoluogo (m 575) e l'area agricola pianeggiante della frazione Abrau, scostandosi alquanto dall'altopiano alluvionaleic e dotate di giochi per bimbi, campi da tennis, da calcio e da bocce. Molteplici e distensive sono le escursioni nel Parco Naturale Alta Valle Pesio sino ai più lontani rifugi o le passeggiate ai piedi delle colline ove sgorgano sorgenti dalle virtù magnesiache e oligominerali oppure lungo itinerari di notevole interesse culturale che ci conducono a rivisitare nelle borgate di montagna, negli assolati cascinali di pianura così come nelle strette viuzze del capoluogo le tracce della storia e della religiosità più antica e autentica. Numerose le attrezzature sportive gestite dal comune o dalle associazioni locali, i campi di calcio, il palazzetto polifunzionale, l'impianto delle "Vele" per l'arrampicata sportiva, la pista di fondo "Marguareis" posta all'imbocco del Parco, con annesso un campo di pattinaggio su ghiaccio. Il fascino dello sci alpinistico in ambienti incontaminati, l'escursionismo a cavallo o in mountain-bike alla scoperta di angoli ancora selvaggi coinvolgono anche i meno esperti, mentre è fortissimo il richiamo che esercita la pesca nelle limpide acque del torrente Pesio per l'opportunità di catturare stupendi esemplari di trote fario e di rare "marmorate" di razza autoctona.

 
 


 
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