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GLI EDIFICI STORICI

La Regia fabbrica di vetri e cristalli

 
Nel 1760, con capitale stanziato dalle Regie Finanze, venne formata una società che acquistò alcuni edifici in Regione Paschero, stipulò un contratto con i Padri della Certosa di Pesio per una somministrazione ventennale di legname e diede inizio alla costruzione degli edifici destinati ad ospitare la Vetreria.
La struttura della Vetreria comprendeva al piano terreno i due casoni delle fornaci, i magazzini della calce, sabbia, salino e dei prodotti finiti, i locali per le varie

lavorazioni, il laboratorio del fabbro e del falegname, la scuderia e la cappella con annessa la sacrestia. Ai piani superiori erano ubicati gli alloggi delle maestranze, serviti da un ballatoioi interno, i locali dell'amministrazione e l'alloggio del Direttore.
Vi era inoltre il canale derivato dal torrente Pesio a monte dell'abitato che consentiva l'approvvigionamento del legname attraverso la flottazione dei tronchi dall'alta valle alla vetrria e consentiva il movimento delle macine dello stabilimento.
Per garantire una manodopera qualificata, le maestranze inizialmente furono in massima parte costituite da operai boemi, francesi e veneziani.
Nel 1773 con decreto di Vittorio Amedeo III le Regie Vetrerie vennero affittate a privati.
La produzione venne interrotta nel 1799 per l'occupazione della fabbrica da parte delle truppe francesi ed austriache.
Superata la crisi la Vetreria riprese a pieno ritmo un'attività produttiva di alto livello, a coronamento della quale i suoi prodotti vennero insigniti, nell'Esposizione di Parigi del 1806, della prestigiosa medaglia d'argento.
Quattro anni dopo, in seguito alla "Alienazione dei beni nazionali", la Vetreria passò alla proprietà privata dei Saroldi e Avena.
Nel 1856 la fabbrica cessò completamente l'attività produttiva.
Abbattuti i casoni delle fornaci, l'edificio civile venne smembrato in due lotti: una parte venne adibita a sontuosa abitazione degli Stuaut - Avena con la costruzione di un monumentale scalone in marmo. Ora questa ala dell'edificio, venuto in possesso ad un ordine religioso femminile nel 1968, è sede di un ricovero per anziani.
L'altra parte dell'edificio, che prospetta verso l'abitato di Chiusa Pesio, dal 1878 alla seconda guerra mondiale, venne utilizzata quale caserma degli alpini e negli anni settanta è stata parzialmente ristrutturata dal Comune ed attende a tutt'oggi una sistemazione definitiva.

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