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Edificata in stile neoclassico,
la costruzione ripropone i temi architettonici introdotti dall'architetto
veneziano Palladio con quattro gradinate che immettono attraver-so
altrettanti ampi portali di diverso disegno, nell'edifi-cio di forma
ottagonale composto al piano rialzato da un salone, tre piccoli
locali di servizio e da una scala interna cheportava al primo terrazzo.
Da qui, attraverso una scala a chiocciola in ferro fuso, si saliva
ad un se-condo terrazzo al centro del quale un ampio lucernario
illuminava la sala rotonda centrale ornata dai dipinti del Capetini,
raffiguranti una scena di caccia con la Dea Diana, e dagli stucchi
del Negrini.
Il Castello di Mombrisone... prima e dopo
L'edificio è completato
da un seminterrato che fungeva da cantina. La villa, rivestita in
pietra scalpellata e in marmo, era immersa in un grande "giardino
inglese" progettato da Giuseppe Ketmann.
Già sul finire del XIX secolo la palazzina di caccia co-minciò
a decadere per le infiltrazioni di unidità e la mancanza
di manutenzione. Crollato il grande lucerna-rio, vennero asportate
la scala a chiocciola, gli infissi ed i numerosi marmi. Negli ultimi
anni il Comune, venu-to in possesso dello storico edificio e dell'area
circo-stante, ha avviato un graduale progetto di recupero del-la
palazzina di caccia di Mombrisone.
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